Il tema scelto per questo primo ciclo di appuntamenti è la sanità e gli incontri mirano ad instaurare un dibattito partendo dagli argomenti che io e i miei ospiti abbiamo selezionato per la loro rilevanza e attualità e sui quali vorremmo discutere con voi: la sanità digitale, la cybersicurezza, la telemedicina, la responsabilità professionale nei percorsi clinico assistenziali caratterizzati dalla innovazione, l’impatto dell’informatizzazione sulla gestione del rischio clinico e infine le implicazioni della pandemia (anche in termini di innovazioni) sulla salute mentale.
Ci troviamo in un momento storico particolare in cui le cure e l’assistenza sanitaria e, più in generale, il diritto alla tutela della salute, stanno rapidamente mutando. E i cambiamenti in atto impattano con forza non solo sugli operatori ma anche sui cittadini con la conseguenza che si tratta di questioni che coinvolgono tutti.
Le implicazioni sono innumerevoli e il ruolo del diritto diventa quindi essenziale per governare i nuovi fenomeni, specie quelli determinati dalle innovazioni tecnologiche affinché queste non ci travolgano o sovrastino ma ci supportino nelle nostre attività.
Ecco perché queste conversazioni interdisciplinari tenteranno di intrecciare le questioni giuridiche con quelle sanitarie offrendo spunti di riflessione, idee, ponendo in luce vantaggi e criticità e raccontando progetti attraverso la condivisione di conoscenze teoriche ed esperienze pratiche. L’obiettivo comune a tutti gli appuntamenti non è dare soluzioni, ma porre interrogativi ed offrire prospettive utili per tentare di comprendere verso quale direzione queste trasformazioni ci stanno portando.
Per ciò, il programma complessivo dell’iniziativa pur affrontando questioni molteplici da punti di vista diversi segue un filo rosso unico: riflettere insieme su alcune delle innovazioni più significative nell’ambito della tutela della salute, ovvero su quelle trasformazioni che oggi sono alla base della (evocando in parte il titolo di una famosa canzone) “salute che verrà”.
Per questo la struttura di ciascun incontro prevede una prima parte dedicata all’esposizione delle riflessioni dell’ospite e una seconda parte dedicata al dibattito e quindi alle domande che vorrete porre a Luca utilizzando la chat o per scrivere la domanda oppure per prenotarsi e farla oralmente.
Oggi in particolare descriveremo la cornice giuridica nella quale i temi oggetto dei prossimi appuntamenti si inseriscono con particolare riferimento all’impatto della rivoluzione digitale sulla tutela del diritto alla salute anche richiamando i più recenti interventi normativi.
La spinta della digitalizzazione va detto coinvolge non soltanto l’ambito sanitario, ma tutti i settori. E in genere con l’espressione digitalizzazione e innovazione si intende tutto ciò che riguarda le nuove tecnologie e l’informatizzazione. In realtà, è bene precisare che la più attenta dottrina legge le norme in argomento distinguendo la digitalizzazione intesa come l’utilizzo di strumenti digitali e informatici (si pensi ad esempio al fascicolo sanitario elettronico e alla cartella clinica dematerializzata e agli strumenti introdotti dal Codice dell’amministrazione digitale) definita anche ‘digitalizzazione debole’, dall’automazione (detta anche ‘digitalizzazione forte’), ossia dall’utilizzo degli algoritmi, dell’intelligenza artificiale e della robotica.
È in questa seconda accezione che si annida la vera rivoluzione (e con essa i vantaggi e i nodi) e sulla quale verteranno alcuni salotti virtuali a cominciare da quello di oggi.
Grazie a Luca metteremo a fuoco la cornice giuridica entro la quale le mutazioni in atto, che più dettagliatamente esamineremo negli appuntamenti successivi, si muovono e proveremo a tracciare alcune coordinate giuridiche (ma, mi permetto di aggiungere su suggerimento di Luca, sociali e filosofiche) tese ad illuminare le implicazioni della rivoluzione digitale sul diritto fondamentale alla tutela della salute.
Da sempre, l’avanzare della tecnologia ha costretto l’uomo a forgiare un nuovo diritto per far fronte a nuove sfide e a nuovi problemi poiché ogni grande invenzione ha da sempre richiesto l’intervento dei giuristi per consentire a tali tecnologie di operare senza scardinare troppo l’ordinamento ed il funzionamento della società umana.

Commenti
Posta un commento