Il filo che collega tutti gli appuntamenti di questo secondo ciclo è l’approccio OneHealth, cioè integrato, alla sanità ed è per questo che gli incontri mirano ad instaurare un dibattito partendo da una molteplicità di argomenti selezionati per la loro rilevanza e attualità: oltre alle tematiche già affrontate, ci occuperemo a partire dal prossimo incontro in programma per lunedì 31 marzo di sicurezza dei prodotti, di antimicrobico resistenza, di prevenzione veterinaria e sicurezza alimentare, di benessere organizzativo e salute del lavoratore, di politiche sociali e socio-sanitarie sul disagio mentale, della misurazione e della comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti lungo il loro ciclo di vita e della musica come terapia.
Queste conversazioni interdisciplinari tenteranno di intrecciare le questioni giuridiche con quelle sanitarie offrendo spunti di riflessione, idee, ponendo in luce vantaggi e criticità e raccontando progetti attraverso la condivisione di conoscenze teoriche ed esperienze pratiche.
L’obiettivo comune a tutti gli appuntamenti è una riflessione condivisa sui modelli di organizzazione sanitaria e sulla definizione delle politiche pubbliche per la messa in campo di strategie di prevenzione e di pianificazione sanitaria nell’ottica OneHealth e sulla capacità degli Stati di far fronte a problemi complessi che superino le prospettive settoriali.
Venendo all’incontro di oggi, il quadro normativo che fa da sfondo agli interventi che stiamo per ascoltare è il decreto ministeriale n. 77 del 2022 il quale, per la prima volta, definisce un nuovo modello organizzativo per la rete di assistenza sanitaria territoriale identificando gli standard strutturali, tecnologici e organizzativi comuni a tutte le regioni e un nuovo assetto istituzionale per la prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico, in linea con un approccio integrato "One Health".
Scopi del decreto sono infatti il miglioramento dell’accesso ai servizi sanitari, della qualità e dell’efficienza dei servizi sanitari e la garanzia di sostenibilità economica del Servizio Sanitario Nazionale.
In questo contesto, assume un ruolo chiave la presa in carico del paziente come processo che prevede l’organizzazione e la gestione delle cure sanitarie a questo riservate da parte di un team di professionisti sanitari che possa garantirgli, in un’ottica di cura più che di prestazione, la continuità assistenziale e una migliore qualità della vita.
Il nuovo modello organizzativo della rete di assistenza sanitaria territoriale di cui al d.m. 77 va ad attuare la riforma della missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza che dedica la componente 1 proprio a Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza territoriale con l’obiettivo di rendere l'assistenza di prossimità più diffusa su tutto il territorio per garantire cure primarie e intermedie.
Il D.M. 77 assegna dunque grandi potenzialità all’assistenza territoriale ma contiene anche alcune criticità: la prima riguarda la fase di attuazione affidata ad una pluralità di soggetti (regioni, aziende sanitarie e, per qualche aspetto, ai comuni), la seconda afferisce alla dimensione temporale perché il nuovo assetto dovrà essere concluso entro il 2026, l’anno della conclusione degli interventi del PNRR.

Commenti
Posta un commento